Da Francavilla a vasto, vi presentiamo La bellissima costa dei trabocchi
L'incantevole litorale abruzzese è punteggiato dai suggestivi trabocchi, simili a giganti emergenti dalle acque, che rimangono impresse nella memoria di chiunque abbia visitato la regione. Queste strutture misteriose, originarie di epoche antiche, contribuiscono a rendere ancora più affascinante un paesaggio già stupefacente. Ma la Costa dei Trabocchi non offre solo trabocchi: le sue spiagge, come Ripari di Giobbe e il Golfo di Venere, sono tra le più suggestive dell'Adriatico, ancora poco note al turismo di massa. Con acque cristalline e panorami mozzafiato, sono ideali per una vacanza immersa nella natura. Inoltre, la rigogliosa vegetazione lungo il litorale, come la Lecceta di Torino di Sangro e la Riserva Naturale di Punta Aderci, regala scenari incantevoli che resteranno impressi nei ricordi dei visitatori. La Costa dei Trabocchi è anche un paradiso per gli amanti delle due ruote, con la Via Verde, una ciclovia di 45 km, che si snoda lungo la costa, offrendo la possibilità di esplorare il territorio in modo sostenibile. Attraversando borghi medievali come Rocca San Giovanni e la splendida Ortona, si può ammirare la bellezza senza tempo di questa regione.
La Via Verde: 42 chilometri sull’ex ferrovia
È la novità che ha cambiato il modo di visitare questa costa, e chi non la conosce si perde la parte migliore. La Via Verde della Costa dei Trabocchi è un percorso ciclopedonale di circa 42 chilometri ricavato sul tracciato della vecchia ferrovia adriatica, dismessa nel 2005.
Va dalla stazione di Ortona fino a Vasto Marina, attraversando sette comuni: Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino e Vasto. Corre a filo di mare, spesso su viadotti e dentro gallerie, con affacci che dalla statale non si vedono.
Un avvertimento pratico: in prossimità della spiaggia di Lago Dragoni la ciclabile si interrompe e occorre percorrere circa 2 chilometri sulla Strada Statale 16. Con bambini al seguito conviene pianificare il percorso tenendone conto.
Si può percorrere a piedi, in bici, in monopattino o sui pattini, e si combina bene con il treno: si carica la bici, si scende a Ortona e si pedala.
I trabocchi, e come funzionano
Sono macchine da pesca in legno protese sull’acqua, sostenute da lunghi bracci mobili chiamati antenne, che calano una grande rete quadrata. Nascono per pescare senza uscire in mare aperto, in una costa storicamente povera di porti. Diversi trabocchi sono stati restaurati e alcuni funzionano oggi come ristoranti: si mangia letteralmente sospesi sull’acqua, e in alta stagione la prenotazione è indispensabile.
Le spiagge meno conosciute
Fra i trabocchi si aprono calette che restano fuori dai circuiti di massa: Ripari di Giobbe, a Ortona, e il Golfo di Venere, a Vasto, sono fra le più suggestive dell’Adriatico. Sono spiagge di ciottoli e scogli con acqua limpida, quindi servono scarpette e non ci si aspetti la sabbia.
Vicino a Vasto si trova anche la Riserva Naturale di Punta Aderci, con la spiaggia di Mottagrossa e un tratto di costa alta rimasto integro.
Quando andare
Da maggio a ottobre. Per la Via Verde primavera e autunno sono ideali, perché d’estate l’ombra lungo il percorso è scarsa.
Cosa c’è intorno
La città di Chieti con il suo museo archeologico, l’Abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia, e all’interno il Lago di Bomba e la Maiella.
































