Parco nazionale del gran sasso e Monti della Laga, anche detto piccolo tibet
l Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è uno dei parchi nazionali più grandi d'Italia, situato nelle regioni dell'Abruzzo, del Lazio e delle Marche. È stato istituito nel 1991 per proteggere e conservare l'ecosistema unico di questa regione, che comprende vette , valli, fiumi, foreste e una ricca biodiversità.
Il parco prende il nome dal massiccio del Gran Sasso d'Italia, che è la vetta più alta dell'Appennino centrale, raggiungendo un'altitudine di 2.912 metri con la cima del Corno Grande. Localizzato nell'Italia centrale, il Parco interessa due distinte regioni biogeografiche: "euro-siberiana" e "mediterranea". Nel Parco risiedono circa 2300 specie vegetali superiori, rappresentando oltre il 20% della flora totale europea e più del 30% del patrimonio floristico italiano. Per quanto riguarda il mondo animale, è degno di nota il caso degli anfibi, che contano ben quattordici specie, includendo unico in Italia quattro varianti di tritoni. In aggiunta, le catene montuose del Parco costituiscono una chiara soglia biogeografica tra le regioni settentrionali e meridionali del Paese; qui, infatti, diverse specie mediterranee trovano il limite settentrionale della loro distribuzione, mentre altre, specialmente quelle di origine artico-alpina, raggiungono quello meridionale. All'interno del Parco, è presente una vasta fauna, soprattutto di specie di notevole interesse naturalistico. Tra queste, il camoscio d'Abruzzo, che è stato reintegrato nel 1992 e attualmente conta oltre cento individui sulle montagne del Gran Sasso; il lupo appenninico, che vanta una popolazione di oltre trenta esemplari e ha ripreso a cacciare cervi e caprioli, le cui popolazioni sono in costante crescita. Recentemente, ha fatto ritorno anche l'orso bruno marsicano, dimostrando il forte impegno dell'Ente Parco nella protezione e valorizzazione di un territorio eccezionale e unico.
Due catene, due mondi diversi
È la cosa più utile da capire di questo parco, che nel nome porta due montagne e nella realtà ne contiene due opposte.
Il Gran Sasso è calcareo: pareti verticali, altopiani spogli, acqua che sparisce nel sottosuolo. I Monti della Laga sono formati da arenarie e marne, rocce impermeabili: qui l’acqua resta in superficie e alimenta l’unica concentrazione di cascate dell’Appennino centrale.
Chi visita il parco pensando che sia un ambiente omogeneo si perde metà di quello che offre.
I numeri
Istituito nel 1991, è uno dei parchi nazionali più estesi d’Italia e si sviluppa su tre regioni: Abruzzo, Lazio e Marche. Prende il nome dal massiccio del Gran Sasso d’Italia, la cui vetta, il Corno Grande, raggiunge i 2.912 metri ed è il punto più alto dell’Appennino continentale.
Il territorio interessa due distinte regioni biogeografiche, quella eurosiberiana e quella mediterranea, ed è questa sovrapposizione a spiegare la ricchezza di specie.
Il Piccolo Tibet
Campo Imperatore è l’altopiano che ha dato al parco il suo soprannome più noto. Diciotto chilometri di praterie d’alta quota quasi prive di alberi, percorsi dalla SS17 bis e raggiungibili anche in funivia da Fonte Cerreto. È la parte del parco accessibile a chiunque, senza camminare.
Cosa vedere, in pratica
- Sul Gran Sasso: Campo Imperatore, il Laghetto Pietranzoni, Rocca Calascio, Santo Stefano di Sessanio, il Ghiacciaio del Calderone.
- Sulla Laga: le cascate della Morricana e delle Cento Fonti, le faggete, il Lago di Campotosto.
- Sui Monti Gemelli: le Gole del Salinello e gli eremi rupestri.
Quando andare
Primavera per le cascate della Laga alla massima portata e per la fioritura dei crocus a Campo Imperatore. Estate per le vette. Autunno per le faggete. Inverno per sci e ciaspole, verificando l’apertura delle strade.



































