Autunno in Abruzzo tra colori, natura e tradizioni
L’autunno in Abruzzo regala atmosfere intense, boschi dorati e borghi che tornano protagonisti. Aree interne e chicche nascoste, come il Bosco di Sant'Antonio, diventano mete ideali per escursioni e turismo lento, immersi nel foliage tipico della stagione.
È la stagione perfetta per scoprire percorsi naturalistici, eventi enogastronomici e tradizioni locali, vivendo il territorio in modo autentico.
Un viaggio tra profumi e paesaggi che racconta l’identità più profonda del nostro meraviglioso Abruzzo.
Il foliage, e dove vederlo
L’Abruzzo ha le faggete più estese d’Italia, e in ottobre cambiano colore. I punti migliori sono il Bosco di Sant’Antonio a Pescocostanzo, con i suoi faggi secolari, le faggete del Parco Nazionale d’Abruzzo attorno a Villetta Barrea, e i Monti della Laga.
Il bramito del cervo
Fra settembre e ottobre i cervi del Parco Nazionale d’Abruzzo entrano in periodo riproduttivo e i maschi si sfidano a colpi di bramito. È l’evento naturalistico più frequentato dell’anno: i punti classici sono i prati attorno a Villetta Barrea e Civitella Alfedena, all’alba e al tramonto.
Serve pazienza e un binocolo. Avvicinarsi rovina l’osservazione e disturba gli animali in un momento delicato.
Lo zafferano di Navelli
La fioritura dello zafferano dell’Aquila avviene in autunno, non in primavera come molti credono, e la raccolta si fa all’alba, a mano, fiore per fiore. È una delle produzioni agricole più preziose d’Italia.
Perché è la stagione migliore
Meno persone, temperature ideali per camminare, luce bassa che valorizza il paesaggio e prezzi più bassi. Da mettere in conto: fuori stagione molti locali nei borghi chiudono, quindi conviene verificare prima.














