geo parco mondiale dell'unesco
Il Parco Nazionale della Maiella, istituito nel 1991, è uno dei 24 parchi nazionali italiani e uno dei tre parchi nazionali dell'Abruzzo. Si estende nelle province di Chieti, L'Aquila e Pescara, racchiudendo il massiccio della Maiella e zone circostanti come le montagne del Morrone ad ovest, i monti Pizzi e il gruppo del monte Porrara ad est, fino agli altipiani principali dell'Abruzzo a sud-ovest, con la vetta più alta rappresentata dal monte Amaro (2793 m s.l.m.). All'interno del parco ci sono sette riserve naturali statali e vari beni culturali di rilevanza. La flora comprende oltre 2.100 specie vegetali, rappresentando circa un terzo di tutta la flora italiana, con alcune specie identificate per la prima volta in loco. La fauna vertebrata conta oltre 150 specie, con il piviere tortolino in posizione di rilievo. Il parco ospita anche l'orso marsicano, che si riproduce nella zona, rendendolo l'unico parco nazionale in Italia, a parte il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, in cui ciò avviene. Dal 2021, il Parco Nazionale della Maiella fa parte del sistema di geoparchi mondiali UNESCO.
Cosa significa essere geoparco UNESCO
Il riconoscimento come geoparco mondiale UNESCO non premia solo il paesaggio: certifica un patrimonio geologico di rilevanza internazionale e l’impegno a valorizzarlo. Sulla Maiella significa grotte, valli carsiche profonde, formazioni rocciose e una storia del popolamento umano che risale al Paleolitico.
Una montagna abitata da eremiti
È il tratto che distingue la Maiella da qualsiasi altro massiccio appenninico. Le sue pareti ospitano decine di eremi rupestri, molti legati alla figura di Pietro da Morrone, poi papa Celestino V. Il Sentiero dello Spirito, circa 73 chilometri in almeno quattro giorni di cammino, li collega partendo dall’Abbazia di Santo Spirito al Morrone, a Sulmona.
Fra i più notevoli, l’eremo di San Bartolomeo in Legio, incastonato in una parete e raggiungibile con una breve discesa, e Santo Spirito a Majella.
I numeri del parco
Istituito nel 1991, si estende sulle province di Chieti, L’Aquila e Pescara e comprende sette riserve naturali statali. La vetta più alta è il Monte Amaro, con 2.793 metri. La flora conta oltre 2.100 specie vegetali, circa un terzo di tutta la flora italiana: è uno dei dati più notevoli fra i parchi europei.
La Valle dell’Orfento
Se hai un solo giorno, è qui che conviene passarlo. È una valle stretta e ombrosa scavata nella roccia, percorsa da un torrente, con sentieri attrezzati e passerelle. Resta fresca anche in piena estate, ed è l’opposto degli altipiani spogli della sommità.
L’alta quota è severa
Sulla sommità della Maiella non ci sono boschi: i sentieri sono sconnessi, rocciosi ed esposti al sole e al vento per quasi tutto il percorso. L’acqua in quota è scarsa. È una montagna che va affrontata con più prudenza di quanto il suo profilo dolce suggerisca.
Quando andare
Da giugno a ottobre per l’alta quota, tutto l’anno per la Valle dell’Orfento e gli eremi più accessibili. L’autunno è la stagione migliore per il foliage delle faggete.
Approfondisci
La Maiella, e nella valle dell’Aventino il Lago di Casoli.





































