tra cime, borghi e altopiani
Il Parco Regionale Sirente Velino presenta una varietà di ambienti, che vanno dal montano al di media montagna, passando per paesaggi collinari e fluviali, con altitudini che vanno dai 600 ai 2.300 metri. Ogni ambiente ospita una diversa fauna e flora: il parco conta attualmente 1.926 specie vegetali e 216 specie di vertebrati, tra cui 149 uccelli, 43 mammiferi, 13 rettili e 11 anfibi.
Il territorio del parco è diviso in tre principali settori: l'Altopiano delle Rocche, caratterizzato da altopiani carsici con boschi di faggio e prati punteggiati di narcisi; la Marsica settentrionale, con versanti rocciosi e profonde incisioni glaciali come le Gole di Celano; e infine la Valle dell'Aterno e la Valle Subequana, dove scorre il fiume Aterno, circondato da paesaggi fluviali e agricoli, con tratti di pareti rocciose e alberi di pioppo nero e salici lungo le sponde. E' qui accertata la presenza del 46% circa delle specie dei mammiferi della fauna italiana, il 32% degli uccelli nidificanti in Italia, il 17% dei rettili ed il 30% degli anfibi. Il Parco Regionale Sirente Velino non solo si distingue per la sua bellezza naturale, ma anche per il suo ricco patrimonio storico, culturale e tradizionale. Questo patrimonio, ereditato da un passato ricco di storia, ha contribuito a plasmare l'identità del territorio e delle sue comunità, e i suoi segni sono ancora visibili e apprezzati oggi. Essendo un'area di transito e connessione naturale tra l'Adriatico e il Tirreno, il parco è stato abitato fin dall'antichità, come dimostrano i numerosi reperti archeologici sparsi su gran parte del territorio. All'interno del parco c'è il borgo di Rocca di Cambio, che è il comune più alto di tutto l'appennino situato a 1434 mt sul livello del mare.
Un parco a tre settori
Il territorio si divide in tre ambienti distinti, e sceglierne uno cambia completamente la giornata.
- L’Altopiano delle Rocche, con altopiani carsici, faggete e prati punteggiati di narcisi. È la parte più dolce, con Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio e Rovere.
- La Marsica settentrionale, con versanti rocciosi e profonde incisioni glaciali, fra cui le Gole di Celano.
- La Valle Subequana, la più appartata e meno frequentata.
Le altitudini vanno dai 600 ai 2.300 metri, e ogni fascia ospita fauna e flora diverse.
Le Gole di Celano
Sono l’itinerario più spettacolare del parco: un canyon stretto e profondo che si risale a piedi lungo il torrente. Il fondo è bagnato e scivoloso in più punti e dopo piogge intense il livello può salire rapidamente, quindi servono calzature adatte e una verifica del meteo dei giorni precedenti. Non è un percorso da affrontare con leggerezza dopo un temporale.
La fioritura dei narcisi
A fine primavera l’Altopiano delle Rocche si copre di narcisi selvatici. È uno degli spettacoli naturali meno pubblicizzati d’Abruzzo, e proprio per questo si gode senza la folla di altre fioriture più note. Il periodo varia di anno in anno secondo l’andamento della stagione.
Un corridoio ecologico decisivo
Il gruppo Sirente-Velino svolge una funzione che non si nota camminando ma che è essenziale: collega i monti del Reatino, i Simbruini settentrionali e l’area del Parco Nazionale d’Abruzzo. È lungo questo corridoio che si spostano gli animali dell’Appennino centrale, orso compreso. Il parco conta 1.926 specie vegetali e 216 specie di vertebrati, fra cui 149 uccelli, 43 mammiferi, 13 rettili e 11 anfibi.
D’inverno
La zona ospita le principali stazioni sciistiche dell’Aquilano, Ovindoli e Campo Felice, ed è la destinazione invernale più comoda per chi arriva da Roma.
Approfondisci
Il massiccio del Sirente Velino e, sull’altopiano dei Prati del Sirente, il Cratere del Sirente.





































