la via di passaggio dei due versanti
Per quanto il suo nome possa lasciar presagire delle ipotetiche condizioni di pericolosità proprie del luogo, in realtà esso si presenta nel suo attraversamento come un ambiente piuttosto dolce, senza quell'asprezza e severità tanto evocata dal proprio nome. Nei secoli passati è stato questo un luogo di passaggio tra due versanti del Gran Sasso d'Italia ed è tutt'ora percorso durante la bellissima "traversata bassa" che da Campo Imperatore sul fianco aquilano del massiccio arriva fino ai Prati di Tivo e Pietracamela nel versante teramano.
Come veniva chiamato in passato Campo Pericoli?
In passato questo luogo veniva chiamato con l'appellativo dialettale di "Campo Apríco", vale a dire "Campo Aperto", per le sue caratteristiche geomorfologiche che lo ponevano come un ampio spazio di separazione (un "Campo Aperto" per l'appunto) tra la dorsale centrale e quella occidentale del Gran Sasso da cui esso è racchiuso. Campo Pericoli deriverebbe pertanto la genesi del suo nome da un processo di derivazione linguistica della toponomastica del luogo. L'oronimo sarebbe dunque legato a queste sue peculiari caratteristiche geografiche e fisiche, non di pericolosità quanto piuttosto di ampiezza.
Una valle di origine glaciale
Ai margini settentrionali di questa conca si apre una valle, sempre di origine glaciale, tra le più belle ed affascinanti di tutto il Gran Sasso. Siamo in Val Maone, a ridosso del Corno Grande e Piccolo da un lato e del Pizzo di Intermesoli dall'altro. Un luogo incantato, in cui il paesaggio alterna bellissime faggete a pareti di roccia vertiginosa ad ampi spazi erbosi. Una valle la cui bellezza lascia il segno... meravigliosa nel suo attraversamento durante la colorata stagione autunnale, bellissima in tarda primavera per le numerosissime fioriture che accompagnano il cammino, così piacevole durante la bella stagione con l'ombra delle sue faggete a mitigare la calura estiva.
La Val Maone regala all'escursionista uno tra i trekking più belli del Gran Sasso. Partendo dai Prati di Tivo si apre un percorso che risale la Valle in uno scenario letteralmente da libro di favole. Si attraversano faggete, costeggiano cascate, si lambiscono pareti rocciose e raggiungono antichi rifugi pastorali in pietra, testimonianza viva del passato di questi luoghi. Entrando poi dentro Campo Pericoli si raggiunge, attraverso un un percorso ad anello, il rifugio Garibaldi in quota 2230 metri, il più antico rifugio appenninistico italiano la cui costruzione risale al lontano 1886 ad opera della sezione romana del Club Alpino Italiano. Successivamente si raggiunge il Duca degli Abruzzi, quota 2388 metri sulla cresta est del monte Portella, in posizione panoramica privilegiata sull'intera conca.
cuoristà rifugio garibaldi...
Questa piccola piramide cela in realtà il monumento funerario di quello che fu un grande uomo del suo tempo, Edoardo Martinori, ingegnere, letterato, camminatore ed esperto alpinista. Amante delle vette e dei panorami del Gran Sasso, insieme a Quintino Sella partecipò alla fondazione della sezione romana del C.A.I. nel 1873. Quella stessa sezione che un decennio dopo contribuì alla nascita del rifugio Garibaldi e che inaugurò in quegli anni un periodo d'oro per la conquista alpinistica del Gran Sasso da parte dei suoi membri.





















