Un borgo a misura d’orso
Tra i numerosi sentieri che si diramano da queste praterie verso le cime rocciose, uno in particolare spicca per bellezza e accessibilità: quello che conduce al Vado di Corno, un valico naturale che offre uno dei panorami più emozionanti di tutto il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Dal 2015 Pettorano sul Gizio è la prima comunità “bear-smart” d’Italia, cioè una comunità a misura d’orso .Un riconoscimento unico che premia anni di lavoro, collaborazione e impegno per creare un modello di convivenza sostenibile con uno degli animali simbolo dell’Abruzzo: l’orso bruno marsicano.
- installazione di recinzioni elettrificate per proteggere apiari e animali da fattoria;
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bidoni della spazzatura a prova d’orso, per evitare che gli animali si avvicinino ai centri abitati;
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raccolta differenziata delle scorie alimentari;
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campagne informative per educare residenti e visitatori al rispetto della fauna selvatica.
Un modello europeo di sostenibilità
Il progetto è frutto della collaborazione tra la Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio, le associazioni Rewilding Apennines e Salviamo l’Orso, e la stessa comunità locale.Una rete di persone che hanno creduto in un nuovo modo di vivere il territorio, dove proteggere la biodiversità significa anche valorizzare il turismo e l’economia locale. Oggi Pettorano sul Gizio è un punto di riferimento europeo per chi studia modelli di coesistenza concon la natura E allo stesso tempo, è diventato una destinazione perfetta per chi cerca un turismo lento e autentico, immerso nella natura dell’Abruzzo.
Cosa vedere a Pettorano sul Gizio
Oltre alla sua anima “green”, Pettorano custodisce un centro storico di grande fascino.Da non perdere:
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Il Castello Cantelmo, che domina il borgo e ospita mostre ed eventi culturali.
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Le stradine medievali che si snodano tra archi, scalinate e case in pietra.
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I belvedere panoramici sulla valle del Gizio e sulle montagne del Parco della Maiella.
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I sentieri della Riserva Naturale Monte Genzana, ideali per trekking, fotografia
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Parco Archeologico industriale
Un borgo che guarda al futuro
Successivamente, in epoche più recenti, questo fiore è divenuto simbolo e memoria dei soldati caduti in battaglia nei conflitti mondiali che infuocarono il Novecento.
I papaveri erano infatti parte del paesaggio lungo il fronte occidentale durante le grandi guerre del secolo passato.
E così, grazie anche al suo colore rosso vivo, esso è diventato in Europa e nel mondo Anglosassone simbolo del sacrificio e del sangue dei soldati caduti per la pace e la libertà.





















