Maiella: Storia di eremi e montagna madre
La Maiella è una catena montuosa situata nell'Appennino centrale, in Italia, e si estende principalmente nelle regioni dell'Abruzzo e del Molise, è anche conosciuta come "Montagna Madre" ed è parte del Geo Parco Nazionale della Maiella, uno dei più antichi parchi italiani, istituito nel 1991. Si estende per circa 70 chilometri, con vette che raggiungono altezze significative e con Monte Amaro, la vetta più alta, con i suoi 2.793 metri. La catena montuosa della Maiella non solo offre spettacolari panorami montani, ma è anche un importante serbatoio di biodiversità e un luogo dove la natura e la cultura si intrecciano in modo affascinante. Perchè è chiamata Montagna Madre? Pe la sua affascinate leggenda della ninfa Maja e del suo unico figlio Ermes”, ovvero la storia della Majella e del Gran Sasso: Dopo un viaggio estenuante, reso complicato anche da un violento naufragio, Maja approdò ad Ortona e si diresse immediatamente tra i boschi d’Abruzzo per cercare l’erba miracolosa che cresce ai piedi delle montagne, l’unica in grado di salvare il suo adorato figlio.
Purtroppo i monti erano ricoperti di neve e quindi resero ogni suo tentativo di ricerca inutile. A quel punto il suo gigante Ermes morì e lei lo seppellì sul Gran Sasso, dove ancora oggi, chi lo osserva da vicino può riconoscere nel profilo della catena montuosa “il viso del gigante che dorme”, mentre osservandolo da più lontano, precisamente dalla costa adriatica, si trasforma in una fanciulla dalle forme sinuose detta “la bella addormentata”.
A quel punto, Maja non resistette al dolore e morì sul monte che più era vicino al suo adorato figlio e che oggi porta il suo nome, la “Majella”.
Salire sul Monte Amaro
Il Monte Amaro, a 2.793 metri, è la vetta più alta della Maiella e la seconda dell’Appennino dopo il Corno Grande. La via più battuta parte dal Blockhaus, un pianoro d’altitudine a 2.142 metri il cui nome deriva dal tedesco e indicava le fortificazioni costruite dall’esercito italiano contro il brigantaggio postunitario.
È un percorso lungo e severo: sentieri d’alta quota sconnessi e rocciosi, dislivelli importanti e esposizione a sole e vento per quasi tutto il tragitto. Sulla Maiella non ci sono boschi in cui ripararsi una volta saliti, e questo è il dato che chi arriva dalle Alpi tende a sottovalutare. Acqua a sufficienza, protezione solare e una verifica del meteo non sono opzionali.
Lungo il cammino si attraversano l’anfiteatro delle Murelle, dove vive il camoscio appenninico, e i Tre Portoni. In vetta si trova il bivacco Pelino, un riparo in lamiera che ha salvato più di una gita.
Il Sentiero dello Spirito
È il trekking che racconta meglio l’identità della Montagna Madre. Il Sentiero dello Spirito si sviluppa per circa 73 chilometri e richiede almeno quattro giorni di cammino, toccando i principali luoghi di culto eremitici del massiccio.
Parte dal quartiere Badia di Sulmona, davanti all’ingresso dell’Abbazia di Santo Spirito al Morrone, sede dell’ordine celestiniano. Ripercorre i passi di Pietro da Morrone, l’eremita che sarebbe diventato papa Celestino V e che scelse i luoghi più remoti della Maiella per il proprio ritiro. Gli eremi rupestri incastonati nella roccia sono il cuore del percorso.
Perché si chiama Montagna Madre
Il nome nasce dalla leggenda della ninfa Maja, ma descrive bene anche il rapporto fra questa montagna e chi ci vive: per secoli ha fornito legna, pascoli, acqua e rifugio, e conserva una densità di insediamenti eremitici che non ha eguali in Appennino.
Un geoparco mondiale UNESCO
Il Parco Nazionale della Maiella, istituito nel 1991, è riconosciuto come geoparco mondiale UNESCO. Si estende sulle province di Chieti, L’Aquila e Pescara, comprende sette riserve naturali statali e ospita oltre 2.100 specie vegetali, circa un terzo dell’intera flora italiana.
Quando andare
Da giugno a ottobre per l’alta quota. La Valle dell’Orfento, più bassa e ombrosa, è godibile anche nei mesi caldi. In inverno la montagna è severa e le escursioni richiedono attrezzatura e competenze da ambiente innevato.
Cosa vedere nei dintorni
Caramanico Terme, Sulmona, gli eremi di Santo Spirito a Majella e San Bartolomeo in Legio. Scendendo verso est si arriva alla Costa dei Trabocchi, e nella valle dell’Aventino si trova il Lago di Casoli. Il quadro completo dell’area protetta è in Parco Nazionale della Maiella.

































