tratturo magno, gran sasso abruzzo

Terre del Tratturo Magno

27 Aprile 2026

Alla scoperta del Parco Nazionale d’Abruzzo

Quattro giorni. Sei borghi. Duecento chilometri di strade di montagna che salgono, scendono, si stringono in tornanti, si aprono su panorami che non avresti mai pensato di trovare in Appennino. Un anello che parte da Pescasseroli e ci ritorna chiudendo il cerchio, passando per il cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — il più antico d’Italia, fondato nel 1922.

Qui non c’è una sola cosa “da vedere”. Ce ne sono molte, e sono diverse tra loro. Le pareti dolomitiche della Camosciara sembrano un pezzo di Dolomiti caduto nel cuore d’Italia. Le faggete UNESCO della Val Fondillo hanno alberi di 560 anni. A Villetta Barrea i cervi camminano in paese al tramonto. La Cripta di Epifanio all’Abbazia di San Vincenzo al Volturno conserva un ciclo di affreschi del IX secolo che è uno dei più importanti d’Europa. A Scanno le anziane indossano ancora il costume tradizionale, gonna in panno di lana che pesa quindici chili. E sopra Scanno, il Lago a forma di cuore.

Adatto alle famiglie, all’auto, a chi viaggia con bambini in cerca di sentieri facili e momenti di pausa. Pieno di soste possibili: borghi medievali, musei naturalistici, aree faunistiche, castelli, abbazie, laghi balneabili, trenini turistici, stazzi di pastori dove si lavora il formaggio. Il periodo migliore va da maggio a ottobre, con il culmine in settembre-ottobre per il bramito del cervo e il foliage delle faggete. La cucina è quella della transumanza: pasta alla chitarra al ragù di cervo, arrosticini di pecora, pecorino di pascolo, Pan dell’Orso, Genziana.

Si parte da Pescasseroli, capitale del Parco e patria di Benedetto Croce. Si torna a Pescasseroli, dopo aver attraversato due regioni, sei borghi, e una geografia di silenzi che non si dimentica.

Pronto?

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Quattro giorni nel cuore del Parco più antico d'Appennino

È l'Anello del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise: un itinerario ad anello che percorre il cuore pulsante del più antico parco appenninico, dal 1923 custode di orsi, lupi, camosci e faggete millenarie. Non è un semplice percorso panoramico. È un viaggio che cambia faccia a ogni curva — dalle pareti dolomitiche della Camosciara ai cervi che pascolano in paese, dalla traversata verso il Molise al borgo dei fotografi con il lago a forma di cuore.

Il percorso collega sei borghi autentici distribuiti su quattro giorni, tutti raggiungibili in auto percorrendo strade di montagna panoramiche. Il periodo ideale va da estate a inizio autunno, con il culmine a settembre-ottobre per il bramito del cervo e il foliage. La partenza e l'arrivo coincidono: Pescasseroli, capitale del Parco.

Lungo il percorso incontrerai le faggete vetuste UNESCO, l'anfiteatro dolomitico della Camosciara, un borgo dove i cervi camminano in strada, un'abbazia millenaria con affreschi del IX secolo, un lago molisano color turchese e infine il celebre lago a forma di cuore di Scanno. E poi la cucina della transumanza: pasta alla chitarra al sugo di cervo, arrosticini di pecora, pecorino di pascolo, Pan dell'Orso e Genziana di montagna.

Preparati a partire. Il cerchio comincia e finisce a Pescasseroli.

Informazioni generali itinerario

  • Distanza totale: circa 200 km

  • Durata consigliata: 4 giorni / 3-4 notti

  • Strada: SR83, SR479, SS158 — strade di montagna asfaltate

  • Periodo consigliato: estate e inizio autunno (bramito cervo a settembre)

  • Mezzo: auto

  • Tappe: 5 (Pescasseroli, Opi-Val Fondillo, Camosciara-Civitella-Villetta, Barrea-Pizzone-Castel S. Vincenzo, Scanno)


    Sulla strada: l'ingresso nel Parco

    Da qualunque direzione si arrivi a Pescasseroli — dalla Val di Sangro a sud, dall'Aquila a nord — c'è un momento preciso in cui si capisce di essere entrati in un altro mondo. La SR83 Marsicana attraversa faggete sempre più fitte, i cartelli del Parco si moltiplicano, e poi compare lui: il primo cervo ai bordi della strada. Non sempre, non garantito, ma abbastanza spesso da diventare parte del rito d'ingresso. Il traffico rallenta, qualcuno abbassa il finestrino. Il Parco ha cominciato.

    Pescasseroli — La capitale del Parco

    Pescasseroli sorge a 1.167 metri di quota, nel cuore della valle del Sangro, ed è la capitale morale e amministrativa del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise — il più antico d'Appennino, istituito il 9 settembre 1922 per volontà di Erminio Sipari, sindaco del paese e visionario conservazionista. È anche il luogo di nascita — per caso, come spesso accade con i grandi — di Benedetto Croce, il più importante filosofo italiano del Novecento: nato il 25 febbraio 1866 mentre sua madre era fuggita da Napoli per sfuggire al colera.

    Il centro storico è animato, con botteghe, ristoranti e il viale alberato che porta al Giardino Appenninico e all'Area Faunistica dell'orso marsicano. Il Centro Visitatori del Parco (avviso 2026: chiuso dal 1° marzo per efficientamento energetico — verificare riapertura) è il punto di partenza naturale per capire la storia e la fauna del PNALM. Il Giardino Appenninico e l'Area Faunistica rimangono aperti (ingresso 3 €).

    Il sentiero B3 porta in circa 45 minuti ai resti di Castel Mancino, su uno sperone panoramico che domina la valle: qui la leggenda vuole che il nome "Pescasseroli" derivi dal termine longobardo Pesca (foresta) e Serolo (altura). Semplice, adatto a tutti, con vista straordinaria sul paese e sulla conca.

    Cosa vedere, cosa fare, dove mangiare

    Cosa vedere: Centro storico di Pescasseroli, Giardino Appenninico e Area Faunistica dell'Orso (3 €), Palazzo Sipari, Casa natale di Benedetto Croce, Sentiero B3 — Castel Mancino (45 min, T, panoramico).

    Cosa fare: Escursioni guidate con Wildlife Adventures (Largo Molinari 8, tel. 0863 399696) per avvistamento fauna; noleggio bici nel centro; visita guidata al Giardino Appenninico.

    Assaggio d'Abruzzo: Ristorante Plistia (gestione Laura Del Principe, cucina della tradizione, prenotare) e Ristorante Da Giuseppe per piatti locali genuini. Pasta alla chitarra al ragù di cervo, pecora alla cottora, arrosticini di pecora.

    Da sapere: Centro Visitatori chiuso dal 1° marzo 2026 per efficientamento energetico — verificare riapertura. Carta Sconto del Parco disponibile all'ingresso. Parcheggi a pagamento nel centro; gratuiti ai margini del paese.


    Sulla strada: la SR83 verso Opi

    Da Pescasseroli si percorrono pochi chilometri lungo la SR83 in direzione Villetta Barrea. La valle del Sangro si restringe, le faggete si infittiscono. E poi, a un certo punto, guardando a sinistra verso l'alto, compare Opi: un borgo perfettamente triangolare, come una goccia di pietra appesa al fianco della montagna. È uno degli scorci più fotografati del Parco. Ci si ferma.

    Opi — Il paese a goccia

    Opi sorge a 1.250 metri, su uno sperone triangolare che sporge sulla vallata come la prua di una nave. È il paese che il pittore olandese M.C. Escher disegnò nel 1929 durante uno dei suoi viaggi in Italia; è il paese che nel 2021 ha fatto da set al film "Un mondo a parte" con Antonio Albanese e Virginia Raffaele. Ospita quattro musei: il Museo del Camoscio d'Abruzzo in Palazzo Bevilacqua, il Museo della Montagna e degli Sci, il Museo Archeologico con i reperti della necropoli della Val Fondillo (tomba n. 8, IV-III sec. a.C.), e il museo etnografico "C'era una volta…".

    Val Fondillo — Faggete Vetuste UNESCO

    A pochi chilometri da Opi si imbocca la Val Fondillo, una delle valli più belle del Parco. La strada termina al parcheggio (2 €) e da lì in poi si va a piedi. Il sentiero SN è pianeggiante, ideale per passeggini, e raggiunge in 30 minuti la Fonte di Tornareccia. Il sentiero F2 prosegue fino all'Acquasfranatara (4-5 km a/r, difficoltà T/E) tra faggete monumentali e il torrente Fondillo. La Grotta delle Fate è raggiungibile con lo stesso sentiero F2 solo dai 10 anni in su (discesa ripida nella grotta).

    Le faggete della Val Fondillo fanno parte dei 5 nuclei di faggeta vetusta UNESCO 2017 del PNALM (Cacciagrande, Coppo del Principe, Coppo Morto, Selva Moricento, Val Cervara) — alberi di 560 anni e oltre, tra i più antichi d'Europa. In autunno il colore è spettacolare.

    Da sapere: Sagra degli Gnocchi ad agosto; "Magia della Luce" il 10 agosto (notte di S. Lorenzo, fiaccolata nella valle). Portare acqua e cambio per i bambini. Cani ammessi al guinzaglio.


    Sulla strada: verso l'anfiteatro dolomitico

    Dalla Val Fondillo si torna sulla SR83 verso sud. La valle del Sangro si apre, le pareti rocciose si alzano. E poi, all'improvviso, sulla destra si apre uno scenario inaspettato in Appennino: una corona di pareti dolomitiche bianche che sale verticale dal bosco, frastagliata di pinnacoli. È l'anfiteatro della Camosciara, dominato dal Monte Sterpidalto (1.971 m). Uno dei rari massicci appenninici di roccia calcarea-dolomitica.

    La Camosciara — Riserva Integrale

    La Riserva Integrale della Camosciara è il luogo dove tutto è cominciato: uno dei due nuclei originari del Parco nel 1923, rifugio degli ultimi camosci appenninici (Rupicapra pyrenaica ornata). Dal 1999 l'accesso al cuore della riserva è chiuso al traffico — si lascia l'auto al parcheggio (4 €) e si prosegue a piedi, in bici o con il Trenino Turistico della Cooperativa Camosciara (fondata nel 1999 da ragazzi locali): 3 € andata adulti, 2 € ritorno; bambini fino 11 anni 1 € a/r. Il sentiero G1 (3 km, 45 min, asfaltato, passeggino-friendly) porta al Piazzale Alto. Dal Piazzale Alto il sentiero G5 raggiunge in 10-15 minuti le Cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle (NON in passeggino). Portare cambio per i bambini: il torrente Scerto è irresistibile.

    Civitella Alfedena — Il borgo dei lupi

    A 4 km dalla Camosciara sorge Civitella Alfedena (1.110 m, circa 300 abitanti), il borgo simbolo della conservazione del lupo in Italia. Il Museo del Lupo Appenninico (Via Santa Lucia 17, inaugurato nel 1976 in una ex stalla) è uno dei musei naturalistici più antichi d'Italia: adulti 3 €, bambini 8-14 anni 2 €. Orari: 10-13:30 / 14-17:30. Tel. 0864 890141. Le Aree Faunistiche del Lupo e della Lince sono gratuite, sempre aperte. Portare binocolo: i lupi si vedono meglio la mattina presto o al tramonto.

    Villetta Barrea — Il borgo dei cervi

    Villetta Barrea (990 m, Borgo Autentico d'Italia 2017) è l'unico borgo in Italia dove i cervi camminano per strada. Scendono dai monti al tramonto e al mattino presto a pascolare nei prati ai margini del paese. I tre punti migliori per avvistarli: Via Masserie (vicino all'ufficio postale), Camping Le Quite, Villa Comunale. Regole fondamentali: mai avvicinarsi (10-15 m di distanza), mai dare cibo, mai disturbare i cuccioli. In settembre-ottobre (bramito) i maschi possono essere aggressivi: fotografare da lontano con teleobiettivo.

    Hotel degli Olmi (tel. 0864 89159): struttura familiare storica consigliata, i cervi entrano nel giardino dell'hotel al tramonto.

    Sulla strada: da Villetta Barrea a Barrea

    Sono solo 4 km lungo la SR83, ma il tratto costeggia interamente il Lago di Barrea. A metà strada c'è il "curvone" — un belvedere informale sulla SR83 dove quasi tutti si fermano: il lago intero, Barrea in alto, Civitella Alfedena a sinistra e Villetta Barrea a destra. È una delle fotografie più belle dell'intero anello.

    Barrea — La Vallis Regia

    Barrea (1.066 m) sorge nella Vallis Regia — la "Valle del Re" degli antichi romani — su uno sperone roccioso con vista panoramica sul lago. Il centro storico è un esempio perfetto di architettura difensiva medievale: case disposte a muraglia, due sole porte d'accesso (Porta di Sopra e Porta di Sotto). Il Castello Monumentale (XI-XII secolo, feudatari Di Sangro) si visita con biglietto cumulativo di 1 € che include anche l'Antiquarium della Civiltà Safina (corredi funerari sanniti VII-VI sec. a.C.) e il Centro Pipistrelli. La Chiesa della Madonna delle Grazie ha una storia straordinaria: costruita nel XIV secolo, fu smontata pietra per pietra quando la diga del 1951 minacciò di sommergerla, e ricostruita più in alto riutilizzando portale e arredi originali.

    Traversata in Molise — SS158

    Da Barrea si raggiunge Alfedena (3 km) e si imbocca la SS158 della Valle del Volturno: uno dei tratti più spettacolari dell'Appennino centrale, amato dai motociclisti — un susseguirsi di tornanti immersi in vegetazione così fitta che in alcuni tratti gli alberi fanno da galleria. Si attraversano le Mainarde, il settore più selvaggio del Parco, per raggiungere Pizzone (730 m, Molise, tre porte medievali, Museo dell'Orso) e poi Castel San Vincenzo. Sosta caffè consigliata ad Alfedena: Caffetteria Aufidena (SS83), torte fatte in casa. Attenzione: SS158 stretta e tortuosa, in inverno verificare chiusure per neve.

    Lago di Castel San Vincenzo e Abbazia

    Il Lago di Castel San Vincenzo (invaso degli anni '50, FAI Luoghi del Cuore 2016) è uno specchio d'acqua color turchese che riflette le vette delle Mainarde — uno shock visivo positivo per chi arriva dall'Abruzzo. È balneabile (sponde sabbiose), con noleggio pedalò, canoe e bici. L'Oasi delle Mainarde ha area pic-nic con giochi per bambini: è la sosta relax dell'intero anello.

    A 4 km dal lago, l'Abbazia di San Vincenzo al Volturno: fondata nell'VIII secolo, raggiunge il massimo splendore sotto Carlo Magno (787, privilegia fiscali e giurisdizionali) con 350 monaci e 10 chiese. Terremoto 848, ricatto dell'emiro di Bari Sawdan 860 (3.000 monete d'oro), saccheggio saraceno 881. Area archeologica 5 € (ingresso dal Ponte della Zingara). La Cripta di Epifanio (824-842) è il capolavoro: ciclo di affreschi altomedievali europei quasi intatto. Prenotazione obbligatoria almeno 24 ore prima: tel. 350 1755970 (solo WhatsApp) o info@criptadiepifanio.it, costo 10 € a persona. Contingentata dalla Soprintendenza.


    Sulla strada: Villetta Barrea — Passo Godi

    Si imbocca a nord la SR479 Sannite in direzione Scanno. Quasi subito si entra nella pineta secolare di Villetta Barrea: un bosco-relitto di straordinaria importanza naturalistica con il Pinus nigra di Villetta Barrea, specie autoctona unica al mondo sopravvissuta dall'ultima glaciazione. A 6 km dal valico si trova il Centro Visita Daini — area faunistica con daini in semilibertà, area pic-nic con giochi per bambini e panini caserecci. A 1 km dal valico (lato Villetta Barrea), un sentiero di 100 metri porta al Faggio del Pontone: l'albero monumentale più grande del PNALM, con 8,1 m di circonferenza e 25 m di altezza — in realtà tre faggi fusi insieme nel corso dei secoli. Adatto a tutti, anche ai bambini piccoli.

    Passo Godi — Il valico panoramico

    Il valico di Monte Godi (1.630 m) è lo spartiacque tra i bacini idrografici dell'Aterno-Pescara e del Sangro, tra Monte Godi (2.011 m) e Serra Rocca Chiarano (2.262 m). In estate: praterie aperte, greggi che pascolano, stazzi dove si lavora il formaggio artigianalmente. In inverno: piste da sci alpino e fondo, scuola sci per famiglie. Sulla Serra di Ferroio c'è la stele dove papa Giovanni Paolo II si recava per la preghiera. Il Rifugio Passo Godi ha sdraio gratis all'aperto: buono per una bibita, meno per il menù (recensioni miste). Il sentiero Y7 allo Stazzo di Ziomas (1.580 m) è una camminata di 2 ore a/r, ideale per famiglie dai 7-8 anni. Gomme termiche obbligatorie in inverno.

    Scanno — Il borgo dei fotografi

    Scanno (1.050 m, circa 1.700 abitanti, Borgo più Bello d'Italia) è uno dei luoghi più fotografati al mondo. Il fotografo locale Pietro Di Rienzo fu il primo a immortalarne le strade; poi arrivò Henri Cartier-Bresson nel 1951, Hilde Lotz-Bauer, Mario Giacomelli che nel 1957 scattò "Il bambino di Scanno" — conservato al MoMA di New York. Il centro si visita seguendo "la Ciambella": Chiesa di Santa Maria della Valle (romanica, campanile con cuspide cinquecentesca, interno barocco), Piazza San Rocco con la Fontana Sarracco, Palazzo Di Rienzo, Via dei Fotografi con terrazza panoramica. Le donne anziane indossano ancora il costume tradizionale — gonna da 15 kg di panno di lana. Il gioiello tipico è la Presentosa: ciondolo in filigrana d'oro a forma di stella con cuore, simbolo di promessa matrimoniale. Botteghe storiche: Di Rienzo e Rotolo. Dolce simbolo: Pan dell'Orso (mandorle, miele, cioccolato) da Biscotteria Di Rosati Liliana.

    Il Lago di Scanno e il Sentiero del Cuore

    Il Lago di Scanno è il lago naturale più grande dell'Abruzzo (profondità max 32 m, balneabile, Bandiera Blu), formatosi migliaia di anni fa per la frana del Monte Genzana che sbarrò il fiume Tasso. Visto dall'alto, ha la forma di un cuore. Per raggiungerlo si percorre il Sentiero del Cuore: due ingressi (dal lago o dal centro di Scanno via Via della Pineta), si incontrano all'Eremo di Sant'Egidio (1.115 m, 1657, costruito come ex voto contro la peste, fontana con acqua freschissima), e proseguono all'Osservatorio del Cuore dove il lago prende la sua forma perfetta. Distanza totale: 4,8 km a/r, dislivello 240 m, 1h30-2h, difficoltà moderata. Adatto a bambini dai 7 anni con scarpe da trekking. Non in passeggino. In alta stagione: partire all'alba o al tramonto per evitare la folla. Per bambini piccoli: passeggiata pianeggiante sulla riva del lago (passeggino-friendly), noleggio pedalò e canoe, bagno alla Spiaggetta di Scanno.

    Sul rientro a Pescasseroli (62 km, 1h15) vale la pena fare una sosta a Villalago e all'Eremo di San Domenico — santuario rupestre scavato nella roccia sul Lago di San Domenico dalle acque color pervinca.


    Da Scanno si torna a Pescasseroli attraverso le Gole del Sagittario — uno dei canyon più spettacolari dell'Italia centrale — passando per Anversa degli Abruzzi (con la galleria scavata nella roccia) e risalendo il Passo del Diavolo verso la val di Sangro. Sono 62 km e circa un'ora e un quarto di guida. Oppure si torna via Passo Godi e Villetta Barrea, più breve (45 km) ma meno scenografica.

    La montagna che il primo giorno ti sovrastava sconosciuta, adesso la conosci da ogni angolazione. Quel monte è la Camosciara, dove hai visto la cascata. Quella vallata in basso è la Val Fondillo, dove i bambini hanno camminato fino a Tornareccia. Giù c'è Villetta Barrea, dove il cervo è passato sotto la finestra al tramonto.

    Il Parco d'Abruzzo, Lazio e Molise non è un parco "da vedere". È un parco da abitare, anche solo per pochi giorni. Bisogna lasciare che l'aria di queste valli faccia il suo lavoro: rallentarci. Bisogna fermarsi davanti a un faggio enorme e non dire niente. Bisogna mangiare il Pan dell'Orso sul lungolago al tramonto. Bisogna alzarsi all'alba per ascoltare il bramito del cervo in un paese in cui l'autunno è ancora una cosa seria.

    Il viaggio è finito. Le emozioni no.

    Punti di interesse
    Punti di Interesse
    Dove Mangiare
    Dove Dormire
    Spot Fotografici
    Indicazioni stradali da pescasseroli a Scanno, AQ

    Destinazione

    Location

    Tipologia

    Tipologia Vacanza